Bersaglieri 

Plinio Codognato                                                               

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Plinio Codognato (Verona, 1878Milano, 30 settembre 1940) è stato un pubblicitario e illustratore italiano.

È stato uno dei principali cartellonisti pubblicitari italiani.

Allievo di Mosè Bianchi. Nel 1907 illustra con 29 tavole il romanzo fantastico di Luigi Motta L'aquila dell'Indostan. Nel 1913 realizza quello che probabilmente resterà il suo manifesto più celebre, il cartellone pubblicitario relativo alla prima rappresentazione dell'Aida di Verdi all'Arena di Verona. Verso la fine della Prima Guerra Mondiale si trasferisce a Milano. Per circa vent'anni è stato il pubblicitario ufficiale della FIAT, creando, tra le altre cose, la Rivista Fiat.

Tra i suoi manifesti più significativi è possibile menzionare, oltre a quelli per Fiat, quelli per Pirelli, Atala, OM, Circuito di Cremona, Cinzano, Campari, Marsala Florio, Liebig e Grafofoni Columbia. Relativamente alle  è possibile citare i lavori per la Lettura, L'Illustrazione Italiana e La Tradotta. Pregevoli anche i suoi dipinti.

Circa 250 dei manifesti realizzati da Codognato nell'arco della propria vita fanno parte della Raccolta Salce, conservata presso i Musei civici di Treviso.

I Bersaglieri sono una specialità dell'arma di Fanteria dell'Esercito italiano.
Il Corpo dei Bersaglieri fu istituito in Piemonte, allora Regno di Sardegna, sulla base di una proposta del generale Alessandro La Marmora, il 18 giugno1836. Il compito di questo Corpo era quello di svolgere funzione di esploratori ed assaltatori.
La specialità proposta doveva essere in grado di operare con spiccata autonomia e, quindi, doveva comprendere uomini particolarmente addestrati al tiro e pronti ad agire, pressoché isolati, per aprire il fuoco ad adeguata portata e concentrarlo su un punto dello schieramento nemico col preciso intento di "sorprendere, disturbare e sconvolgere i piani nemici".
Un corpo analogo sorse nel 1847 nello Stato Pontificio, i "Bersaglieri del Po", che combatterono attivamente durante la Prima Guerra d'Indipendenza prima d'esser sciolti nel 1849 con la caduta della Repubblica romana.
Storia
Le prime quattro compagnie che confluiscono nel I battaglione sono formate, rispettivamente, nel luglio 1836 (1a), nel gennaio 1837 (la 2a), nel gennaio 1840 (la 3a) e nel febbraio 1843 (la 4a). Un secondo battaglione si forma 23 aprile1848 ed a cinque il 30 dicembre1848, il 10 marzo1849 gli furono aggiunti due battaglioni bersaglieri della divisione lombarda.
Il Corpo ebbe il suo battesimo del fuoco l'8 aprile1848, alla battaglia del ponte di Goito, all'inizio della Prima Guerra d'Indipendenza, ove restò gravemente ferito lo stesso La Marmora.
Nell'aprile 1849 le truppe comandate dal La Marmora intervennero per sedare i moti nella città di Genova. Con il trascorrere degli anni aumentò il numero dei battaglioni: 10 nel 1852, 16 nel 1859, 27 nel 1867 e nel 1861, divenuti 36, riuniti in sei comandi di reggimento con compiti amministrativi e disciplinari.
Nel 1856 fu creata la carica di ispettore del corpo dei bersaglieri, con le attribuzioni dei comandanti di brigata. I Bersaglieri vennero impiegati, dopo l'unificazione italiana, anche per contrastare il brigantaggio a sud. In questa occasione si dimostrarono un corpo particolarmente adatto specie per le impervietà del territorio dove vennero impiegati. Non mancarono episodi di violenze gratuite non dissimili da tutte le operazioni di pacificazione del regno messe in atto dal governo piemontese. Episodi di questo genere furono particolarmente cruenti in Basilicata dove imperversava il famoso brigante Carmine Donatelli Crocco.
Protagonisti della presa di Roma del 20 settembre1870, i battaglioni perdono l'autonomia operativa dal 1º gennaio1871 e passano alle dipendenze dei reggimenti, portati a 10. Dal 1882 passano su quattro battaglioni ciascuno. Con l'ordinamento del 1910 presso ogni reggimento si forma un battaglione ciclisti, soppresso poi nel marzo 1919. Durante la prima guerra mondiale (1915-18) il corpo è ordinato in due divisioni speciali, 7 brigate, 21 reggimenti e 5 battaglioni autonomi.
Nel 1924 i 12 reggimenti rimasti sono trasformati in ciclisti, organico che poi cambiò nel 1936.
Durante la seconda guerra mondiale i reggimenti bersaglieri sono inquadrati nelle divisioni corazzate, motorizzate e celeri, e combattono su tutti i fronti.
Sono presenti anche nella guerra di liberazione con il 4º Reggimento ed il battaglione "Goito", e nella Repubblica Sociale Italiana con il Battaglione Mussolini e il Reggimento Volontari Luciano Manara, in seguito anche inquadrati nella Divisione "Italia". Già nel 1946 avviene la ricostruzione del 3º Reggimento cui fa seguito nel 1949 quella dell'8º che nel 1975 darà vita alla Brigata bersaglieri "Garibaldi".
L'Associazione d'Arma di riferimento è l'Associazione Nazionale Bersaglieri.
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